Teresa: “
Sono affari loro…”
Gianluca: “
Favorevole, non ci sono problemi, assolutissimamente… è semplice la risposta.”
Sandro: “
Penso che è una cosa normale oggi come oggi…”
Nuccia: “
L’importante non è il sesso, è il volersi bene…”
Ludovica: “
È un diritto di tutti sposarsi con chiunque.”
Elilia: “
Tutti hanno diritto di vivere l’amore che vogliono.”
Maria: “
Per me non ci sono problemi.”
Sonia: “
Favorevole, sono persone, è amore comunque…”
Roberta: “
Per me è uguale, non c’è problema, perché no?”
Silvia: “
Favorevole, siamo uguali, che cosa cambia?”
Queste sono alcune delle risposte che i cittadini italiani hanno dato
a una giornalista de “Il secolo XIX”. Non trovo molto interessanti le risposte, trovo molto più interessante che un giornalista possa credere che una decisione del genere possa essere presa da una persona qualsiasi che magari non si è mai interessata a studi storici, sociologici e antropologici.
Consentire i matrimoni gay, molto probabilmente, influirebbe sulla nostra società molto più di ciò che potrebbe sembrare a una analisi superficiale.
L’argomento è complesso e non pretendo, in questa sede, di poter dare un giudizio definitivo, ma forse è il caso di analizzare alcuni aspetti che, solitamente, vengono trascurati.
NB L’articolo vuole solo essere uno spunto costruttivo per un dibattito meno superficiale rispetto a quelli a cui ci ha abituato la TV. Qualche mese fa, chiacchierando con un mio amico gay, ho provato un profondo dispiacere empatico. Le sue parole sono riuscite a farmi immedesimare nella sua situazione e forse, come mai precedentemente, ho compreso il dramma di alcuni omosessuali. Lui mi riteneva fortunato perché io posso tranquillamente passeggiare con la mia ragazza, con la persona che amo, per il centro della città. Io posso baciarla senza problemi mentre faccio la fila al supermercato, posso farle una carezza al ristorante, posso farla conoscere ai miei genitori senza creare uno “scandalo” in famiglia.
Tanti piccoli grandi gesti pieni d’amore, che per un eterosessuale sono “normali”, per un gay sono un sogno.
Se i matrimoni gay fossero l’unico modo per far realizzare questo sogno a tante persone, beh, io sarei più che favorevole. …Ma i matrimoni gay sarebbero solo questo?
Ormai, in ambito scientifico, è risaputo che le persone non nascono gay. A differenza della propaganda che passa sui media ufficiali, non esiste un cromosoma dell’omosessualità o qualcosa del genere. Ma se gay si diventa, sarebbe interessante capire perché alcuni lo diventino e altri no. Molto probabilmente l’omosessualità dipende da ciò che Konrad Lorenz definiva “imprinting”. Semplificando, secondo il famoso etologo austriaco, gli esseri viventi nascono con alcuni aspetti del comportamento “aperti”. Con l’esperienza di vita, questi aspetti si “chiudono” e il carattere della persona diventa completo. Facciamo un esempio: Lorenz ha dimostrato che alcuni animali nascono con l’idea che debbano avere un genitore da seguire. Questa convinzione rimane aperta finché l’animale non entra in contatto con il genitore e a quel punto l’aspetto del carattere si chiude e l’animale penserà per sempre che l’altro essere con cui è venuto in contatto sia il suo genitore. Attenzione, l’animale non sa chi è il suo genitore prima di nascere, lo capisce dopo, con l’esperienza. Lorenz riuscì anche a diventare la “mamma” di alcuni anatroccoli che lui aveva prelevato appena nati alla vera madre e a cui si era “sostituito”. Gli anatroccoli, anche dopo essere cresciuti, hanno continuato a credere che quel signore fosse la loro mamma.

Secondo alcuni etologi, anche nell’omosessualità giocherebbe un ruolo importante l’imprinting. Praticamente, un bambino o un ragazzo, se per la prima volta proverà piacere fisico con una persona di sesso opposto, assocerà l’idea del piacere sessuale con i rapporti etero. Al contrario, se un bambino o un ragazzo, per la prima volta, provasse piacere fisico con una persona dello stesso sesso, quella persona, probabilmente, tenderà a diventare omosessuale.
Non so se questa spiegazione della causa dell’omosessualità possa essere sempre vera ma un paio di amici gay mi hanno confermato che effettivamente il loro primo rapporto non è stato un rapporto etero.
Ovviamente due casi non possono essere considerati a livello statistico ma, d’altra parte, non conosco nessun etero che abbia avuto come prima esperienza un rapporto omosessuale.
Ma veniamo al punto: in mancanza di spiegazioni definitive, un’ipotesi simile a quella di Lorenz potrebbe anche essere corretta.
Approvare i matrimoni gay significherebbe mettere sullo stesso piano i rapporti eterosessuali e i rapporti omosessuali anche a livello educativo. Già, perché oggi i bambini “studiano” nelle scuole che da grandi i maschietti si sposeranno con le femminucce. Una volta che i matrimoni gay saranno una realtà, i bambini studieranno che da grandi i maschietti possono sposarsi con le femminucce ma anche con i maschietti e le femminucce potranno scegliere se sposarsi con un maschietto o una femminuccia. È palese che un simile cambiamento possa essere rivoluzionario per la mente dei bambini delle prossime generazioni. Una volta approvati i matrimoni gay i bambini cresceranno guardando maschi e femmine con la stessa identica curiosità e gli imprinting potrebbero mutare in un modo che neanche immaginiamo…
È altrettanto palese che chi risponde: “
sono affari loro, è semplice la risposta, che cosa cambia?” non ha la minima idea delle reali conseguenze di una modifica di questa portata.
…E non è finita qui: apparentemente, chi è favorevole ai matrimoni gay, utilizza il concetto di “è sempre amore”. Nonostante, come ho premesso sopra, io sia pienamente d’accordo con questa considerazione, mi rendo conto che portare avanti una tesi del genere, comporterebbe un paradosso logico. Già, perché una volta approvati i matrimoni gay, Mario potrebbe rivendicare il suo diritto a sposarsi con un uomo e una donna. Sarebbe un matrimonio a tre, ok, ma se si amano, perché la società dovrebbe penalizzarli? È sempre amore… Allo stesso modo potrebbe essere considerato amore un rapporto a quattro, a cinque o a dieci persone. Se si amano, si amano. Dovremmo consentire i matrimoni multipli con la giustificazione che “è sempre amore”? …E se io dovessi innamorarmi di una pecora?
Mi chiedo come mai certi dubbi non vengano espressi anche dai mass media. Sembrerebbe che, a parte alcuni cattolici fondamentalisti e retrò, siano tutti d’accordo nel considerare i matrimoni gay come un’ovvietà. Chi ci legge da un po’, saprà che le idee che passano le TV e i giornali nazionali sono “spinte” dall’elite.
Basta poco per controllare che in effetti, per qualche motivo, i potenti della terra sono tutti pro-gay. “
Goldman Sachs sta con i gay, e lo dice” titola “la Repubblica” del 9 maggio;
George Soros finanzia una delle più potenti lobby omosessuali; Hollande, massone di alto grado, ha approvato i matrimoni gay appena eletto presidente; Obama appoggia le nozze gay; l’Unione Europea si schiera a favore, e la lista sarebbe ancora lunga…
Come mai tutti questi personaggi e queste organizzazioni che calpestano i diritti di milioni di persone rubandoci la vita, combattono solo quando i diritti in gioco riguardano i gay? Dato che ormai da tempo non credo nella filantropia di certi personaggi, comincio a pensare che dietro questa lotta per i diritti ci debba essere una specie di “ritorno”.
Leggendo questo articolo di oggi: “
Matrimoni gay, Asia Argento firma la petizione: “Adozioni gay? La prossima battaglia”” mi viene da pensare che le nozze gay siano solo l’inizio.
Spero di aver mostrato che la questione non è tanto ovvia come ci vorrebbero far credere...